Caselle in Pittari (SA)

Attività Caselle in Pittari (SA)

Caselle in Pittari (SA)

Un insediamento lucano nel Cilento


Il sito e le attività di ricerca

Le ricerche a Caselle in Pittari (SA), sito lucano posto nell’entroterra del golfo di Policastro, ai piedi del monte Centaurino, sono state riavviate dopo dieci anni d’interruzione dall’Università degli Studi di Salerno, sotto la Direzione Scientifica di A. Serritella, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica competente per il territorio che aveva portato alla luce i resti dell’abitato tra il 1990 e il 2007. La ripresa delle indagini archeologiche, supportate da quelle geofisiche (geoelettriche e geomagnetiche) effettuate grazie a una Convenzione con il CNR di Tito Scalo (PZ), ha avuto l’obiettivo di approfondire le conoscenze dell’abitato antico, acquisendo nuovi dati per la ricostruzione dell’impianto topografico generale dell’abitato e delle planimetrie delle abitazioni. Fra il 2014 e il 2016 è stata effettuata la ricognizione sistematica-intensiva delle aree esterne al Parco Archeologico al fine di definire i reali limiti dell’insediamento, non coincidenti con l’area di Proprietà dello Stato, individuare la presenza di una cinta muraria e delimitare le aree funerarie. Campagne di ricognizione sono previste al fine di comprendere le dinamiche insediatice e di sfruttamento del territorio immediatamente circostante l’abiatao

Dal 2017 lo scavo si è concentrato nell’area del Parco Archeologico che solo in parte occupa l’ampio pianoro delimitato da due corsi d’acqua, su cui si distende l’abitato. Sono state messe in evidenza le porzioni di tre case di grandi dimensioni (Edificio I o Casa delle monete; Edificio II o Casa in tecnica a scacchiera; Edificio III o Casa con il cortile basolato) di oltre quattrocento metri quadri e di una piccola struttura di servizio (Edificio IV), disposte ai lati di una grande arteria stradale che attraversa gran parte del pianoro in direzione nord/sud ed è intersecata perpendicolarmente da assi viari più piccoli. Le case sono dotate di un cortile scoperto su cui si aprono gli ambienti, di forma e dimensioni variabili; ciascuna di esse si caratterizza per delle specificità planimetriche e/o per la tecnica costruttiva. Allo stato attuale delle ricerche, i dati disponibili consentono di affermare che il sito sia sorto nel corso del IV sec. a.C. e che sia stato abbandonato intorno alla fine del secolo successivo, probabilmente in relazione al nuovo assetto territoriale determinato dalla romanizzazione che culminerà con la fondazione della colonia di Buxentum sulla costa.

Nel 2017 in base ad una Convenzione con il CNR di Tito Scalo (PZ) è stata effettuata, sotto la guida di E. Rizzo e V. La Penna, una prima campagna di indagini geofisiche (geoelettriche e geomagnetiche) che ha interessato la porzione centrale del Parco Archeologico in cui ricade la porzione più consistente dell’area esplorata stratigraficamente. Nello stesso anno i topografi e rilevatori della Società “ATS s.r.l. Archeo Tech & Survey Servizi tecnologici per i Beni Culturali e Paesistici” sono stati impegnati nella realizzazione di una rete topografica d’inquadramento, ortofoto dell’intera area tramite drone e rilievi in scala, sia generali sia di dettaglio, delle strutture edilizie di cui sono stati eseguiti anche modelli in 3D.

All'ultima campagna hanno partecipato: Giovanna Baldo; Cristina Casalnuovo, Elisa D’Angelo; Rosario De Angelis; Alexia Giglio; Alfonso Landi; Colette Manciero, Federica Mirabella; Marco Pallonetti; Christian Siani; Francesco Vicinanza.

Bibliografia di riferimento

G. de La Genière, ‘Aspetti e problemi dell’archeologia del mondo indigeno’, in Le genti non greche della Magna Grecia (AttiTaranto 1971), Napoli 1972, pp. 531-532; W. Joannowsky, ‘Itinerario di archeologia classica’, in A. Leone, G. Vitolo (a cura di), Guida alla storia di Salerno e della sua provincia, Salerno 1982, pp. 1015-1048; W. Joannowsky, ‘Caselle in Pittari’, in Magna Grecia e Mondo Miceneo (AttiTaranto 1982) Napoli 1983, p. 423; C.A. Fiammenghi, F. Salomone, A. Serritella, ‘Caselle in Pittari’, in Mannino K., D’Andria F. (a cura di), Ricerche sulla casa in Magna Grecia e in Sicilia (Atti del Colloquio, Lecce 23-24 giugno 1992), Galatina 1996, pp. 321-334; M. Viscione, ‘Un sito lucano nel Basso Cilento: località Laurelli di Caselle in Pittari (SA)’, in C. Lambert, F. Pastore (a cura di), Miti e Popoli del Mediterraneo antico. Studi in onore di G. d’Henry, Salerno 2014, pp. 145-150.

Pubblicazione del gruppo di ricerca

A. Serritella, ‘Caselle in Pittari: un sito lucano nell’entroterra del golfo di Policastro’, in Oebalus. Studi sulla Campania nell’antichità, 9, 2014, pp. 227-242; A. Serritella, ‘Recenti ricerche a Caselle in Pittari’, in G.F. La Torre, F. Mollo (a cura di), Il Golfo di Policastro tra Enotri e Lucani: insediamenti, assetto istituzionale, cultura materiale (Atti del Convegno Internazionale, Tortora 25-26 luglio 2016), Tortora 2018, pp. 261-272; A. Serritella, M.L. Rizzo, ‘Nuove ricerche a Caselle in Pittari’, in Fasti on line; A. Serritella, ‘L’abitato di Caselle in Pittari’, in O. de Cazanove, A. Dupoly, La Lucanie entre deux mers. Archéologie et Patrimoine, (Atti del Convegno internazionale, Parigi 5-7 novembre 2015), in corso di stampa; A. Serritella , ‘L’antico insediamento di Caselle in Pittari’, in A. Ricco (a cura di) Ritorno al Cilento. I seminari di storia dell’arte e archeologia (Atti del Convegno, Padula, 20 aprile 2018), in corso di stampa.

Partnership

Comune di Caselle in Pittari

Team

foto di SERRITELLA Antonia

SERRITELLA Antonia

Responsabile Scientifico

Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
foto di SCAFURO MICHELE

SCAFURO MICHELE

Collaboratore

Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
foto di RIZZO Maria Luigia

RIZZO Maria Luigia

Collaboratore

Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC