Montecorvino Rovella (SA)

Attività Montecorvino Rovella (SA)

Montecorvino Rovella (SA)

La Chiesa di Sant'Ambrogio a Occiano


Il contesto e le indagini

La chiesa di S. Ambrogio, nelle campagne dell’attuale paese di Montecorvino Rovella, a circa 30 Km da Salerno, è un edificio ad aula unica ed abside semicircolare (m 11 x 6), preceduto da un ampio avancorpo addossato alla facciata (m 6,5 x 6), (fig. 1) .

Noto per la presenza di resti di significative pitture murarie nell’abside – la Vergine Theotokos con il Bambino, attorniata dai quattro santi milanesi Ambrogio, Simpliciano, Gervasio e Protasio (fig. 2). –, l’edificio è stato oggetto di un intervento archeologico agli inizi negli anni '90 del XX sec., in occasione di un restauro reso necessario dalle condizioni di grave abbandono.

La destinazione funeraria – uno degli aspetti della a 'cura animarum' – è attestata dal rinvenimento di 15 tombe (1 all'interno della chiesa; 2 esterne; le altre nell’avancorpo), (fig. 3).

In base allo studio allora effettuato sulle murature e sulle pitture murali, fu suggerita una datazione dell’edificio al X sec., attualmente oggetto di revisione.

Dopo una serie di indagini preventive eseguite nel 2017 (raccolte di superficie e prospezioni georadar), nell’estate 2018 è stata effettuata la prima campagna di scavo all’interno della chiesa.

L’intervento - in parte condizionato da azioni precedenti - ha riguardato la navata e l’area presbiteriale, dove di sono salvaguardati, rispettivamente, i resti ancora in situ di una recinzione presbiteriale in muratura e di un apprestamento liturgico ad essa addossato (fig. 4), con un pancale di incerta cronologia, e parte della pavimentazione dell’abside, la cui contestualità con la prima fase pittorica andrà meglio chiarita.

La stratificazione archeologica è caratterizzata da 3 principali evidenze: 1. resti di un battuto pavimentale in malta, superstite per brani molto frammentari nell’angolo nord-occidentale dell’aula; 2. un deposito di terra a forte componente argillosa, priva di inclusi, che interessa tutta l’area indagata, con una potenza variabile dai 10 cm al di sopra di due grandi massi posti al centro della navata; 3. un battuto pavimentale in malta e calce, presente su tutta la superficie indagata (fig. 5).

L’interpretazione, passibile di correzioni, è la seguente: una volta innalzati i muri perimetrali dell’edificio - predisposto sin dall’origine secondo un accurato piano architettonico e in funzione dell’inserimento delle pitture -, due squadre distinte, partite l’una dall’abside, l’altra dalla facciata, avrebbero dato inizio alla pavimentazione; al centro della navata avrebbero incontrato i due grandi massi citati e avrebbero optato per lasciarli sul posto, interrandoli fino a consentire la stesura di una nuova pavimentazione. L’aula ed il presbiterio sarebbero stati poi ricoperti con un nuovo suolo in malta, i cui resti, compromessi forse già in antico per naturale usura e dai numerosi interventi seriori, sono stati individuati solo nel citato settore nord- occidentale (fig. 6).

Tra le azioni svolte, si segnala lo scavo dello spazio già individuato negli anni ’90 come pertinente ad una sepoltura (T 4) (fig. 7), i cui resti scheletrici, a suo tempo raccolti dagli operatori della Soprintendenza, sono stati oggetto di analisi bioarcheologiche e radiocarboniche.

I risultati del 14C hanno rivelato trattarsi di una inumazione del XIX secolo, che le ricerche di archivio hanno consentito di associare al nome di Maria Teresa Lenza, deceduta il 27 settembre 1867 e deposta in «diruta ecclesia Divi Ambrogi».

I manufatti rinvenuti sono riconducibili quasi esclusivamente alla categoria dei materiali da costruzione: - laterizi (mattoni e coppi), da riferire con ogni verosimiglianza alla copertura originaria; - malta pavimentale riferibile ad almeno due distinti interventi; - frammenti di malta sagomata, forse pertinenti ad uno o più apprestamenti liturgici; - intonaci monocromi bianchi e alcuni ffr. dipinti. La ceramica rinvenuta è in modesta quantità (c. comune acroma, di età medievale avanzata; qualche ffr. residuale di c. a vernice nera); il vetro si ha in un unico fr. (ansa di ampollina).

Bibliografia generale di riferimento

FALLA CASTELFRANCHI M. 2006, La chiesa di Sant’Ambrogio di Montecorvino Rovella: la seconda stagione pittorica, una “damnatio memoriae” alla fine del X secolo, in ABBATE F. (ed.), Ottant’anni di un Maestro. Omaggio a Ferdinando Bologna, Napoli, vol. I, pp. 27-35; FOLETTI I. 2018, Oggetti, reliquie, migranti. La basilica ambrosiana e il culto dei suoi santi (386-972), «La Storia dell’Arte. Temi», 3, Roma; GALLO A. 1991, S. Ambrogio a Montecorvino Rovella, in ‘Progetto’, n. 2 (aprile), pp. 29-32; IANNELLI M. A. 1994-1995, La chiesa di S. Ambrogio di Montecorvino Rovella: archeologia e fonti scritte, in ‘Atti dell’Accademia Pontaniana’, n.s., XLIII, pp. 185-233; ORABONA R. 2006, La chiesa di Sant’Ambrogio di Montecorvino Rovella, in ABBATE F. (ed.), Ottant’anni di un Maestro. Omaggio a Ferdinando Bologna, Napoli, vol. I, pp. 11-26; PARAGGIO G. 1989, Sant’Ambrogio a Montecorvino Rovella, Bellizzi (SA), Archeoclub d’Italia; PARAGGIO G. 2008, La chiesa di Sant’Ambrogio alla Renna [sic!] in Montecorvino Rovella, in ‘Quaderni Friulani di Archeologia’, n. XVIII, pp. 105-109; PEDUTO P., MAURO D. 1990, Il S. Ambrogio di Montecorvino Rovella, in ‘Rassegna Storica Salernitana’, n.s. 7/13, pp. 7-48; SUATONI S., GUARDIA G. 2001, Pittura monumentale della Campania longobarda: gli esempi di Occiano e Pernosano, in ‘Apollo’, n. XVII, pp. 10-45; VISENTIN B. 2000-2001, Il panorama artistico tra Salerno e il Tusciano in età longobarda: quattro esempi di pittura altomedievale, in ‘Schola Salernitana’, 5-6 (2000-2001, ma 2002), pp. 157-195.

Pubblicazioni del gruppo di ricerca

CARRAFIELLO T. 2017, ‘Crocevia dell’Impero’. La chiesa altomedievale di Sant’Ambrogio a Montecorvino Rovella. Il progetto di ricerca e le attività del luglio 2017, in ‘Salternum’, a. XXI, nn. 38-39, pp. 161-165; CARRAFIELLO T. 2018, Chiesa di Sant’Ambrogio a Montecorvino Rovella. Progetto ‘Crossroads of the empire: the Longobard Church of Sant’Ambrogio, Montecorvino Rovella (Salerno, Italy)’. Bilancio preliminare della seconda fase di lavoro sul campo (estate 2018), in ‘Salternum’, a. XXII, nn. 40-41, pp. 167-174; DELL’ACQUA F. 2018, Iconophilia in Italy, c. 680-880. A European Project and its Method, in ‘Ikon’, 11, pp. 31-46; DELL’ACQUA et Alii 2017, DELL’ACQUA F., FOLETTI I. GHEROLDI V., LEAL B., MARAZZANI S., MITCHELL J., Echoes of Milan in Ninth-Century Langobardia Minor? Preliminary Findings on the Painted Programme of Sant’Ambrogio alla Rienna, Montecorvino Rovella (Salerno), in ‘Convivium’, 4.2, pp. 202-207; DELL’ACQUA et Alii 2018, DELL’ACQUA F., GHEROLDI V., MARAZZANI S., LAMBERT C., TORINO M., PERCIANTE F., La chiesa altomedievale di Sant’Ambrogio a Montecorvino Rovella (SA). Prima campagna di studi archeologici e storico-artistici, in ‘Hortus Artium Medievalium’, 24, pp. 417-442; LAMBERT C. 2018a, Il quadro archeologico: revisione di vecchi scavi e nuove prospettive, in DELL’ACQUA et Alii 2018, pp. 424-434; LAMBERT C. 2018b, Premessa; La chiesa e l’avancorpo funerario; Le sepolture, in LAMBERT et Alii 2018, p. 74; LAMBERT et Alii 2018, LAMBERT C., TORINO M., PERCIANTE P., MARAZZANI S., GHEROLDI V., Montecorvino Rovella(SA), chiesa di Sant’Ambrogio. Revisione di vecchi scavi – analisi paleopatologiche – prospezioni geognostiche – indagini multispettrali sui dipinti murali, in Atti VIII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale, Matera 12-15 settembre 2018, Firenze, vol. I, pp.74-79; PERCIANTE P. 2018a, Le prospezioni georadar presso la chiesa di Sant’Ambrogio di Montecorvino Rovella, in DELL’ACQUA et Alii 2018, pp. 439-443; PERCIANTE P. 2018b, L’apporto informativo delle prospezioni geofisiche, in LAMBERT et Alii 2018, pp. 76-78; TORINO M. 2018a, Prime indagini sui resti umani dalla tomba 4 rinvenuta nella chiesa di Sant’Ambrogio a Montecorvino Rovella, in DELL’ACQUA et Alii 2018, pp. 434-439; TORINO M. 2018b, Una sepoltura femminile privilegiata all’interno della chiesa, in LAMBERT et Alii 2018, pp. 74-76.

Team

foto di LAMBERT Chiara Maria

LAMBERT Chiara Maria

Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC