Cuma: l’abitato greco-romano – Gli scavi dell’Università di Napoli L’Orientale

Attività Cuma: l’abitato greco-romano – Gli scavi dell’Università di Napoli L’Orientale

Cuma: l’abitato greco-romano – Gli scavi dell’Università di Napoli L’Orientale


Lo scavo archeologico nell’abitato greco-romano di Cuma è un cantiere permanente di formazione sul campo, a cui partecipano attivamente numerosi studenti di archeologia dell’Orientale, impegnati nello scavo, nella documentazione grafica e nella catalogazione dei reperti. Le indagini sul terreno contribuiscono a riscrivere la storia della colonizzazione greca in Occidente, illustrando l’antichità della colonia (750 a.C.), l’imposizione della comunità greca sul villaggio indigeno, il precoce impianto urbano, le trasformazioni delle abitazioni e della vita quotidiana fino alla fine della città romana (VI sec. d.C.).

Le indagini dell’Università di Napoli L’Orientale, svolte in regime di concessione dal MIBAC e con la formula dello scavo-scuola, che prevede la piena partecipazione degli studenti a tutte le fasi del lavoro, si concentrano dal 2007 nel quartiere abitativo greco-romano compreso tra le Terme del Foro e le mura settentrionali e, in particolare, nello scavo in estensione di un isolato compreso tra una plateia Nord-Sud e due stenopoi Est-Ovest.

Per quanto concerne la fase del villaggio indigeno, che precede sullo stesso sito la colonia greca, le ricerche sul campo degli ultimi anni hanno consentito di identificare una fase abitativa della Tarda Età del Bronzo (ultimi secoli del II millennio a.C.), poche evidenze di sepolture (ca. 1000-750 a.C.) e un contesto di natura abitativa, i cui pochi vasi d’importazione greca diagnostici consentono di fissarne la cronologia poco prima o attorno alla metà dell’VIII sec. a.C.

L’impianto iniziale della colonia greca, che ha sostituito il precedente villaggio indigeno, può essere fissato verso il 750 a.C. Il primo momento coloniale del Tardo Geometrico I (ca. 750-720 a.C.) è ad oggi ancora poco documentato sul terreno. Una fase archeologicamente ben documentata è, invece, quella del Tardo Geometrico II (720-690 a.C.), che riflette un momento di forte strutturazione dell’apoikia greca. Almeno in questo settore della città l’impianto urbano di epoca romana ricalca le irregolarità di quello coloniale di epoca alto-arcaica (inizi del VII sec. a.C.), irregolarità a loro volta assecondate alla geomorfologia dell’area e volte a sfruttare le pendenze, per assicurare al meglio lo smaltimento delle acque reflue. Una imponente ricostruzione degli isolati e delle relative abitazioni, che rispettano i precedenti allineamenti stradali, è databile nel V sec. a.C. ed è in opera quadrata con elevato in ortostati. In epoca tardo-repubblicana una domus, caratterizzata dalla presenza di un grande peristilio a tre bracci e decorazioni in II stile, va ad occupare il settore meridionale dell’isolato: la sua planimetria verrà sostanzialmente rispettata fino ad epoca imperiale (III sec. d.C.), continuando a sfruttare anche alcuni degli originari pavimenti in opus signinum. Nel settore settentrionale dell’isolato abitazioni di dimensioni più ridotte, databili tra il V sec. a.C. e il I d.C. vengono cancellate agli inizi del II sec. d.C. da una radicale ricostruzione, caratterizzata da un edificio a più piani organizzato attorno ad un cortile centrale con vasca.

Nell’isolato prossimo alle mura difensive settentrionali, posto immediatamente a Nord di quello messo in luce in estensione, le evidenze di attività metallurgiche di epoca alto-arcaica e arcaica (ca. 700-500 a.C.) sembrano conoscere una certa continuità funzionale in questo settore: sono documentate diverse fasi di una bottega metallurgica di epoca tardo-repubblicana e imperiale occupante l’angolo Sud-Est dell’isolato. La bottega di epoca tardo-repubblicana (II- prima metà del I sec. a.C.) presentava ben conservati gli apprestamenti per la lavorazione del ferro.

Team

foto di Matteo D’Acunto

Matteo D’Acunto

Responsabile Scientifico

Università di Napoli

Didascalie

Fig. 1. Il sito di Cuma visto da Nord/Est con Ischia sullo sfondo; a sinistra l’area dell’abitato scavata dall’Orientale.

Fig. 2. Ortofoto della parte bassa della città antica di Cuma, con il Foro, le Terme settentrionali e in alto l’area dell’abitato scavata dall’Orientale.

Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.

Media

Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Fig. 1. Il sito di Cuma visto da Nord/Est con Ischia sullo sfondo; a sinistra l’area dell’abitato scavata dall’Orientale.Fig. 2. Ortofoto della parte bassa della città antica di Cuma, con il Foro, le Terme settentrionali e in alto l’area dell’abitato scavata dall’Orientale.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.Figg. 3-15: Lo scavo dell’Orientale nell’abitato greco-romano.

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